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Il Cashback, un incentivo di sviluppo per l’e-commerce in Italia

Il Cashback, un incentivo di sviluppo per l’e-commerce in Italia

Per diversi anni l’e-commerce ha stentato ad affermarsi tra i consumatori europei. Negli ultimi 3-5 anni invece l’e-commerce è diventata la modalità d’acquisto privilegiata per molte categorie di prodotti e servizi: pensiamo ai viaggi , all’elettronica, ai prodotti e ai servizi per l’intrattenimento, e ancora agli acquisti di capi d’abbigliamento e di prodotti d’arredo.
Il canale e-commerce rappresenta quindi, se ben utilizzato, una importante opportunità per il sostegno dei consumi, di cui l’economia ha un gran bisogno. Una opportunità che va ben utilizzata, ascoltando in primo luogo le richieste dei consumatori.
Ma quali sono le motivazioni d’acquisto e di abbandono degli shopper italiani?
La risposta a questa domanda ci viene da una ricerca di mercato a livello europeo condotta da Ipsos Loyalty su commissione di Webloyalty, azienda specializzata in programmi di sconti e nella generazione di reddito supplementare per aziende che fanno commercio online, che mette in evidenza come per i consumatori italiani la voce “risparmio” costituisce il principale incentivo allo shopping online.Risparmio rappresentato non solo dai prezzi interessanti che un sito di e-commerce è in grado di garantire, ma anche dalla possibilità di usufruire di offerte speciali, buoni sconto e altre formule come il cosiddetto cashback, un meccanismo che prevede il rimborso per il consumatore di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato online.
Il prezzo vantaggioso è la ragione principale (45,2%, 51,6% in Spagna), seguito dalla comodità rispetto al negozio tradizionale (35,8%, in Spagna è il 38,4%) e dalla facilità nel trovare il prodotto desiderato (22,3%, in Spagna è il 25,7%).
Le prime tre ragioni che spingono a ripetere l’acquisto sono: l’esperienza positiva vissuta con il primo acquisto (28,6%), un sito user-friendly (26,9%) e l’ampiezza dell’offerta che il sito propone.
La facilità di navigazione e le informazioni facilmente reperibili sono probabilmente quelle con maggior margine di miglioramento così come sono da enfatizzare gli strumenti di fidelizzazione.
A tal proposito un focus particolare è posto sulle dinamiche del cashback, che in Italia sono ancora poco note rispetto ad altri paesi europei (29% in Italia  contro il 44% della Francia) e meno sfruttate che altrove, considerando che solo il 9% degli italiani è iscritto a un programma di cashback. E proprio quest’ultimo, secondo lo studio, può diventare uno strumento di crescita e sviluppo dell’e-commerce in Italia. A differenza della maggior parte dei portali che raccolgono le offerte online, i siti di cashback non sempre presentano gli elenchi dei prodotti e i costi ma spesso soltanto i link ai negozi online convenzionati nei quali effettuare gli acquisti. Seguendo questi collegamenti, i membri registrati che comprano negli store convenzionati, oltre a sfruttare le offerte a disposizione, possono vedersi rimborsare in denaro o una percentuale del prezzo pagato per l’acquisto o un importo fisso, a seconda di quanto previsto per ogni negozio online convenzionato.
Il rimborso avviene tipicamente tramite assegno bancario, bonifico, PayPal, o addirittura in contanti, in base alle condizioni del portale di cashback di riferimento, e tra i siti convenzionati in cui è possibile fare acquisti ci sono colossi come Ebay, eDreams, Apple Store, iTunes e Dell, ma anche negozi di elettronica come UniEuro e Monclick, operatori telefonici come Tele2 e Fastweb e perfino outlet online come Privalia.
In pratica, i portali di cashback “sacrificano” parte dei guadagni garantiti dagli accordi promozionali con i negozi convenzionati girandoli al cliente che effettua l’acquisto. In questo modo entrambe le parti hanno un vantaggio: il cliente unisce la convenienza delle offerte al rimborso, e i siti di cashback possono rifarsi di quanto corrisposto grazie alla fidelizzazione dei clienti e il conseguente aumento del numero di transazioni.
Quindi in conclusione si tratta di un bel potenziale se si pensa che ben il 79% degli italianii ad oggi non iscritti a programmi di cashback, dopo aver ricevuto informazioni in proposito, si dichiara potenzialmente intenzionato a utilizzarlo. Il 60% è interessato a programmi di cashback grazie alla combinazione virtuosa tra convenienza del prezzo praticato online e del rimborso, oltre alla possibilità di scelta tra svariati store online (36%). High tech (50%), turismo (43,5%), accessori moda e per la casa (36,2%) sono gli ambiti in cui gli italiani sfruttano i vantaggi del cashback, laddove i consumatori francesi privilegiano prodotti culturali come libri e DVD (36%).

SHOPPING & MOBILE!

SHOPPING & MOBILE!

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Nel Regno Unito il mobile è molto influente nella fase di acquisto e, ormai, si può considerare come un’azione abituale.

Basti pensare che la penetrazione dei tablet è del 50,3%; significa che gli utenti sono più della metà della popolazione, inoltre, va ricordato che per gli smartphone si parla di percentuali ancora più alte. La probabilità di utilizzo di questi dispositivi per effettuare acquisti online diventa molto alta soprattutto durante viaggi, vacanze ecc.

Al fine di avere un’ordine di grandezza segnaliamo che l’indagine svolta in agosto da Webloyalty e dall’Agenzia Conlumino ha evidenziato quanto siano integrati lo shopping e e le abitudine dei possessori di dispositivi mobile: solo il 9,8% di possessori di smartphone e il 2,1% di tablet non ha mai utilizzato il proprio dispositivo per fare acquisti online.

La tendenza dello shopping online è sicuramente in crescita come ci dimostrano i Paesi all’avanguardia sotto questo aspetto: Inghilterra e Olanda.

Fonte originale presa da  Atman S.n.c. – Agenzia Digitale

CRESCE L’ECOMMERCE IN ITALIA

 

CRESCE L’ECOMMERCE IN ITALIA

Atman: crescita ecommerce

L’utilizzo di smartphone e tablet è sempre più diffuso non solo per la ricerca sul web ma anche per l’acquisto finale: la ricerca condotta dall‘Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano e da Netcomm ci dice che il mobile commerce vale il 22% su un valore di 16,6 miliardi di euro. Si tratta di numeri impressionanti soprattutto se pensiamo che di questo 22% ben la metà – 11% – arriva da smartphone.

Le tendenze Sociali e del Web si stanno sempre più definendo verso una naturale attitudine all’acquisto tramite dispositivi mobile e in particolare smartphone!

Considerata la spesa complessiva degli acquisti online rileviamo un incremento del 16% rispetto all’anno scorso, che si traduce in un aumento della spesa di più di 2 miliardi di euro. In termini di penetrazione significa che l’ecommerce in Italia arriva al 4%: un ottimo risultato per il nostro Paese, seppure siamo ancora ben lontani dal 16% dell’Inghilterra.

Il dato maggiormente interessante della ricerca, dunque, consiste nella crescita degli acquisti tramite smartphone degli italiani: oggi sono 11,1 milioni. Questo significa che gli acquisti effettuati tramite smartphone sono aumentati del 64% superando 1,7 miliardi di euro e, soprattutto, con un peso del 10% sull’ecommerce dell’anno in corso.

I dispositivi mobile prendono sempre più piede non solo per la ricerca ma anche per l’acquisto, invertendo addirittura il processo a cui eravamo abituati. Qualche anno fa la tendenza era di cercare i prodotti desiderati online per raccogliere le informazioni ed effettuare infine l’acquisto nel negozio fisico; oggi sta cominciando a prendere piede invece il fenomeno dello “showrooming” ossia visualizzo il prodotti in negozio – come se fosse uno showroom – per poi acquistare online. In quest’ultimo caso l’acquisto da smartphone è ancora più semplice e immediato proprio perchè si va a “colpo sicuro” nella selezione del prodotto.

Online e Offline due mondi diversi che trovano la maggiore efficacia proprio nell’integrazione e nella collaborazione.

Fonte originale presa da  Atman S.n.c. – Agenzia Digitale

PERCHÈ FARE ECOMMERCE…

PERCHÈ FARE ECOMMERCE…

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L’ecommerce è il futuro, ormai i dati lo confermano con una crescita del 20% prevista per gli acquisti online nell’arco dell’anno in corso.

Cambia la tecnologia e cambia anche il comportamento dei consumatori, che possono oggi affidarsi a un mezzo potente e sicuro come internet per i propri acquisti online: una modalità d’acquisto che sembra davvero vantaggiosa.

In effetti, nei negozi online si ha a disposizione un catalogo molto più ricco e variegato, spesso comprensivo di articoli altrimenti introvabili presso i tradizionali negozi fisici; ma questa non è l’unica arma in più degli e-commerce: gli sconti e le offerte speciali che le aziende possono offrire, dovendo far fronte a meno spese, risultano particolarmente allettanti per il cliente, che potrà andare a caccia di veri e propri affari.
Tuttavia, se il commercio online appare potenzialmente proficuo per chi decide di avviare il proprio business, occorre pur sempre tenere in considerazione anche la concorrenza, piuttosto elevata in tale settore di vendita: per distinguersi è quindi necessario adottare una strategia vincente. Prima di tutto, è necessario capire il cliente, comprendere i suoi comportamenti e le sue esigenze personali, così da offrire un servizio unico, costruito “su misura”. Allo stesso modo, però, è importante capire ed anticipare le tendenze, al fine di imporsi come leader nel proprio campo.
Quali sono, quindi, i trend? Come si può riuscire ad impostare una strategia di business veramente efficace?
I dati sono l’elemento base e concreto dal quale ricavare le proprie performance. Oggi le aziende possono contare su un vasto numero di strumenti di monitoraggio, dai più semplici contatori di visite alle piattaforme complete, in grado di analizzare anche lo stesso comportamento dell’utente: quali sezioni visita maggiormente, quanto tempo staziona su una determinata pagina, quali link decide di seguire. Osservare il suo comportamento attraverso tali dati è lo step fondamentale per capire che cosa all’interno di un sito funziona e cosa invece si dimostra un flop, per impostare, di conseguenza, una differente strategia di business.
Un altro fattore da tenere in considerazione riguarda, poi, le modalità di accesso al sito da parte del cliente. Ad oggi quasi tutti dispongono di uno smartphone e le nuove tendenze vedono un numero sempre maggiore di utenti che, per la navigazione (e gli acquisti) sul web, predilige utilizzare i dispositivi mobili. Questo dovrebbe tradursi in un’attenzione particolare da parte dell’azienda riguardo la struttura del proprio sito web, da ottimizzare al meglio anche per l’accesso tramite smartphone o tablet, così da garantire all’utente un’esperienza sempre piacevole e completa.
Una tendenza che si aggiunge alle precedenti è poi quella di un numero crescente di consumatori attenti al risparmio: per tale ragione, molti di loro preferiscono fruire di promozioni speciali e, prima di acquistare, ricercano codici sconti e coupon (non a caso portali dedicati, come per esempio signorsconto.it, godono oggi di una sostanziosa utenza). Scegliere, quindi, di offrire ai consumatori particolari vantaggi attraverso l’emissione di codici sconto può rappresentare una mossa davvero azzeccata.

Fonte originale presa da  Atman S.n.c. – Agenzia Digitale

ECOMMERCE: IL FUTURO DELL’ITALIA

ECOMMERCE: IL FUTURO DELL’ITALIA

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L’ecommerce è in continua crescita e noi siamo fortemente convinti che rappresenti il futuro del nostro Paese, oltre che un’occasione per crescere!

La strada da seguire per lo sviluppo della propria attività è dunque quella dell’estensione di vendita al mercato online con la conseguente possibilità di vendere all’estero: mercato maggiormente avviato negli acquisti online e con una positiva predisposizione nei confronti dei prodotti italiani.

Sicuramente avviare un negozio online non è a costo zero e presenta delle criticità, che devono però essere affrontate in modo positivo e consapevole al fine di effettuare un investimento che nel tempo permetta di ammortizzarne il costo traendone vantaggio.

Per capire in termini concreti a cosa ci riferiamo, riportiamo di seguito l’analisi della crescita del fatturato ecommerce. Si tratta di una crescita continua che nel 2014 raggiunge arriva a un incremento dell’8%, rispetto all’anno precedente, con un fatturato di 24,2 miliardi di Euro.

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Si parla di crescite importanti dal 2004 ad oggi, ma rimaniamo sempre un passo indietro rispetto al mercato estero dove tale market place è ormai stabile e in crescita.

Tornando all’Italia,  il turismo e il tempo libero sono i settori di maggiore impatto sugli acquisti on line. Vediamo di seguito la distribuzione che emerge dallo studio di quest’anno di Casaleggio Associati:

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In crescita nella categoria tempo libero gli acquisti nel comparto Moda e Casa e Arredamento! Questi valori ci ricordano inoltre che l’Italia è una piccola fetta del mercato al quale si può accedere attraverso il web e che il nostro Paese dispone di moltissimi elementi di interesse per il mercato estero. Si tratta proprio di quest’ultimo come obiettivo, la vendita tramite il web ai mercati esteri in continua espansione e abituati all’acquisto online. Le aziende italiane devono quindi mettersi al passo nella digitalizzazione e fornire un servizio completo che consenta la vendita nei mercati esteri.

Le leve strategiche da considerare sono sicuramente la logistica e il servizio al cliente per poter garantire il prodotto venduto in tempi rapidi e con trasparenza.

Bisogna ricordarsi inoltre che non è sufficiente attivare un canale di vendita online per avere successo ma è necessario comunicare la propria presenza nei mercati di riferimento e al target di interesse. Il web in questo facilita in qualche modo il lavoro permettendo di conoscere esattamente in seguito alla spesa di un determinato budget il successo della campagna tramite il numero di visualizzazioni e di conversioni determinate. Tuttavia l’investimento nell’advertising online e nei Social Media va pianificato per poter dare la giusta visibilità ai propri prodotti.

Fonte originale presa da  Atman S.n.c. – Agenzia Digitale

L’ECOMMERCE DA MOBILE NEL 2015

L’ECOMMERCE DA MOBILE NEL 2015

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Il 21 Aprile si è svolta la  10° edizione dell’Ecommerce Forum durante il quale sono stati presentati i dati relativi allo scorso anno e le previsioni per l’anno in corso. Dalle analisi pare che l’ecommerce continuerà la sua crescita raggiungendo un incremento del 15% per un valore di 15 miliardi di euro. Il dato ancora più interessante riguarda la crescita delle vendite da mobile che raggiungeranno i 2 miliardi di euro.

Le vendite sul web continuano dunque la loro crescita così come gli acquisti da smartphone; questi i dati maggiormente interessanti e indicativi in relazione al comportamento d’acquisto sul web degli italiani. Il 2014 si è concluso con una crescita degli acquisti online del 16% e la crescita nel 2015, come indicato precedentemente, seguirà il medesimo andamento. Il dato maggiormente rilevante rimane comunque la crescita di acquisti tramite mobile che chiude nel 2014 con un incremento del 78% con una previsione del 68% di crescita nell’anno in corso.

Una crescita importante anche se ancora non paragonabile a quella di altri Paesi del mondo, tuttavia si tratta di percentuali di penetrazione in crescita che vedono il web e l’ecommerce in continua evoluzione.

Fonte originale presa da  Atman S.n.c. – Agenzia Digitale

11 MILIONI DI ITALIANI FANNO ACQUISTI ONLINE #ECOMMERCE

11 MILIONI DI ITALIANI FANNO ACQUISTI ONLINE #ECOMMERCE

Gli Acquisti online in Italia

“Net Retail, Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani” la rilevazione trimestrale realizzata da Netcomm con il supporto di Human Highway, certifica che nel nostro paese ci sono 11 milioni di persone che acquistano abitualmente online. Ma ancor più incoraggiante è pensare che ben 22 milioni hanno acquistato online almeno una volta nella loro vita.

E-commerce ed utenti italiani, un rapporto in continua crescita come confermato dai dati trimestrali di “Net Retail, Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, rilevazione realizzata da Netcomm con il supporto di Human Highway, (Banzai, Postecom e QVC su tutti, ce ne danno una ulteriore conferma). Secondo i datiormai sono 11 milioni gli italiani che abitualmente (almeno una volta ogni 30 giorni), acquistano online, in totale 16,4 milioni di utenti hanno fatto acquisti in internet negli ultimi tre mesi. Salgono poi a 22 milioni quelli che hanno effettuato almeno un acquisto online nella loro vita.

Sale quindi la frequenza con cui si acquista online, un trend che ha portato ad oltre 200 milioni le transazioni del 2014, qualcosa come 3,4 transazioni per acquirente nei tre mesi (in media un acquisto al mese). La crescita iniziata negli ultimi due anni e che nel 2014 è stata del 22,1%. E negli ultimi sei mesi il 75% degli acquirenti online hanno effettuato acquisti utilizzando in modo esclusivo il sito web.

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Anche se la ricerca evidenzia una nuova modalità di acquisto attraverso le applicazioni mobili. Tra i 16 milioni di acquirenti online degli ultimi sei mesi viene rilevato che il 18,3% di essi ha effettuato acquisti utilizzando un’app su smartphone e l’11,5% di essi almeno un acquisto utilizzando un’app su tablet. Sono ancora pochi casi di acquirenti online che negli ultimi mesi hanno compiuto i propri acquisti utilizzando unicamente le App dei merchant sui dispositivi mobili: l’1,0% per gli utenti di tablet e l’1,6% per gli utenti di smartphone.

Ma chi è che compra online in Italia? La ricerca ci fornisce anche alcuni dati utili per tracciarne un profilo, allora:

  • età compresa tra i 25-44 anni (quelli che acquistano meno hanno dai 55 anni in sù); da notare però che l’11,4% degli acquirenti abituali ha in media 54 anni;
  • in prevalenza sono uomini (57%) e la concentrazione di laureati è tre volte superiore alla media della popolazione;
  • coloro che fanno acquisti online si concentrano nei grandi centri urbani: al crescere della dimensione del centro di residenza cresce la concentrazione di acquirenti online nella popolazione. Nei piccoli centri, quelli al di sotto dei 10 mila abitanti, si trova 1 acquirente online ogni 5,8 individui, mentre nei grandi centri 1 ogni 2,1.

E cosa comprano?

Intanto la ricerca rileva che gli utenti si rivolgono, per effettuare i loro acquisti, a quelli che vengono definiti e-retailers, ossia “operatori che sono nati con la Rete e non esistevano prima dell’avvento di Internet”, seguono poi i “Marketplace”, ossia “quelle piattaforme che abilitano lo scambio di prodotti tra consumatori o tra aziende e consumatori finali”. Tornando alla domanda che ci ponevamo, “cosa comprano gli utenti online”, la ricerca rileva che l’effetto stagionale sulla distribuzione della spesa è evidente: a dicembre tornano prevalenti i prodotti a scapito dei servizi in seguito alla riduzione dell’incidenza dei servizi turistici dopo l’estate. A dicembre il 26% degli acquisti online è rappresentato da viaggi e turismo. Abbigliamento e calzature, elettrodomestici, prodotti alimentari e servizi online a pagamento sono le categorie che sono cresciute di più negli ultimi anni.

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Lo scontrino medio degli acquisti online è di 90 € e la ricerca rileva inoltre che lo scontrino medio della donna è leggermente inferiore a quello dell’uomo, di circa sette punti percentuali. Gli acquisti delle donne generano il 39% del valore complessivo del Net Retail perché, insieme allo scontrino medio più basso, le acquirenti di sesso femminile sono caratterizzate dalla minore frequenza di acquisto rispetto agli uomini. Da rilevare che le donne acquistano più ebook degli uomini.

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Infine, la ricerca rileva anche che il device utilizzato per effettuare acquisti in sostanza incide sula frequenza stessa con cui si effettuano acquisti online. E quindi, gli acquirenti online da smartphone fanno acquisti più frequenti, caratterizzati da un importo medio paragonabile a quello di chi utilizza altri dispositivi: si tratta quindi di un segmento più alto spendente.

Fonte originale presa da  Atman S.n.c. – Agenzia Digitale